>> Noia #6

Il morto in piedi si rimbocca le maniche per liberare le mani e mostrare i pugni. Gli sbuffi di seta rosa e blu luccicarono all’intensa luce del salotto. Giosuello non tollerava di essere chiamato morto in piedi, e stava manifestando il suo dissenso verso Giulino e Gregoria che lo avevano, a suo dire, insultato. In verità Giulino spiegava a Gregoria che Giosuello non si accorgeva di nulla, specie delle trame amorose che erano lo scopo poco celato del salotto del giovedì sera.

wooden life | di giorgio gobbiNel settimo secolo infatti Rue de la Nouvelle Frontiere replicò fasti e lustri di sepolta memoria. Ma di sepolto ci sono solo i cadaveri. Giulino non si sa come ricordava perfettamente arazzi e costumi di un certo “Louia” e di altri personaggi.

Ma Giosuello, pur debitamente abbigliato, non percepiva gli umori, diciamo pure gli amori, che fluidi come nuvole al vento serpeggiavano tra gli ospiti della Maison. Quanto a Gregoria, capiva solo a metà; si sentiva ancora un po’apprendista, e non si fidava a tentare l’applicazione pratica delle teorie lasciate cadere da Giulino come verità rivelata.

Quella sera però Gregoria, notoriamente ingenua-crudele, aveva fatto la sua involontaria allusione agli amori di Giosuello con la signorina Borretta, una biondina acquisita di recente. Il risultato fu che Giosuello, scoperto, arrossì e mostrò i pugni, la Borretta si ritirò per restaurare il trucco e il cav. Pivetto, non si sa ancora se per la sorpresa o una vecchia gelosia, andò su tutte le furie. Giulino esultava per l’agitazione generale finalmente creata, e aveva già iniziato a fantasticare sulle dicerie che si sarebbero sparse l’indomani. Persino Mammolo, il gatto, aveva spalancato gli occhi e si leccava i baffi...

16/8/82

Illustrazione: Wooden Life| Giorgio Gobbi