Da vari minuti misuro la stanza a lunghi passi, lenti e regolari. Di sopra sento lo scalpiccio frettoloso di Kaja, che sta riordinando per il party di stasera. Dalla vetrata sud vedo il tramonto sulla sabbia infuocata. A pochi metri i miei nuovi incroci di piante grasse tentano ostinatamente di sopravvivere in questo ambiente sconosciuto. Aggiungerei inospitale, per quanto abbia imparato che spetta a noi renderlo “accogliente e pieno di avventura” come ci insegnavano a scuola. In vent’anni abbiamo creato una base di tremila persone, anzi fondatori, come ci tengono tutti a essere chiamati. Il commercio di minerali rende bene. Non ci aspettavamo neppure che oltre a un mestiere talvolta assai duro potesse diventare una vera passione per alcuni di noi.
In realtà accadde per caso, un anno fa, di scoprire pseudorubini in uno dei giacimenti più lontani dalla base. È un territorio battuto dalla furia del vento, implacabile tutto l’anno. Rek aveva dovuto recarvisi avendo perduto una scommessa su una certa questione personale di Kaja. Lei aveva riso, ma era stata inflessibile nell’esigere il rispetto dei patti. A Rek non era rimasto che esplorare il quadro 132, quello più a sud. Era partito di malavoglia, ma al ritorno gli avevamo letto negli occhi l’eccitazione di una scoperta importante. Era così. Per la prima volta Antok elargiva i suoi tesori più preziosi. Il primo lo mise Kaja al collo, ammirata anche dagli stranieri. Gli altri fruttarono una vera fortuna ai soci della nuova compagnia, cioè io, Rek e Kaja. Naturalmente ci siamo espansi: le continue scoperte di nuovi giacimenti alimentavano la nostra febbre. Era una sfrenata ambizione, una brama insaziabile a cui nessuno dei tre pareva volersi sottrarre.
Questo fino a due settimane fa, quando mi sono reso conto che non ero più disposto a dividere Kaja con Rek. Rek era perplesso; Kaja delusa e contrariata. Stasera, di sopra, ci saranno cento persone. Io e Rek abbiamo fatto una scommessa su Kaja, come una volta. Chi vince si impossessa delle ricchezze di Kaja e lascia Antok entro 12 ore. È tutto preparato. Chi perde rapisce Kaja e la porta su Antor stanotte.
Tra due ore, nel pieno della festa, le chiederemo se preferirebbe essere povera e sola o ricca e sposata. Tra poco arriva Rek. Lui dice che Kaja sceglierà di rimanere sola. Io ho scommesso il contrario...
6/8/82
Illustrazioni: (in alto) Man and Woman | (in basso) Happy | Giorgio Gobbi