>> Noia #2

uomo-macchina | di giorgio gobbi

Illustrazione: Uomo-Macchina | Giorgio Gobbi

Il silenzio si alterna al fragore della musica che accendo distrattamente tra un corridoio e l’altro. La luce diffusa rende tutto uguale. Salgo e scendo scale e ascensori, ormai solo sulla nave. L’esplorazione si è conclusa da tre mesi. Sono l’unico superstite, ma in un certo senso rappresento l’eredità di tutto l’equipaggio. La macchina mortale di Franor ha ucciso a uno a uno i miei compagni, attratti dalla trappola diabolica. La mia paura mi teneva dietro le quinte a osservare. Così un giorno ho scoperto che la macchina assorbiva la conoscenza delle sue vittime. E che la poteva riversare su altri... Più esitavo, più uccidevo i miei scrupoli. Attesi l’inevitabile e mi trovai qua. La noia di essere l’unico individuo in carne e ossa non è il peggior male. Talvolta ciò che ho assorbito dai compagni mi suggerisce dubbi angosciosi. Stanotte ho sognato che loro conoscevano la macchina. Forse contavano proprio su di me per svignarsela. Stranamente quando penso a qualcuno di loro mi sembra di assumerne gli atteggiamenti. Mi sento persino attratto dalla macchina infernale qui giù nella stiva...

17.7.82